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Varicocele: sintomi, effetti sulla fertilità e quando operare

Il varicocele è la dilatazione varicosa delle vene che drenano il testicolo, il cosiddetto plesso pampiniforme: una sorta di “varice” dello scroto. È una condizione molto comune, che interessa circa il 15% degli uomini e, tra gli uomini che si rivolgono allo specialista per difficoltà a concepire, una quota molto più alta, fino al 40%. Proprio perché è diffuso e spesso silenzioso, il varicocele genera due errori opposti: chi lo sottovaluta e scopre il problema solo quando cerca un figlio, e chi lo vive con ansia e pensa di doversi operare subito. La verità sta nel mezzo: serve sapere quando preoccuparsi, quando basta osservare e quando intervenire.

Che cos’è e perché si forma

Le vene che portano il sangue via dal testicolo sono dotate di piccole valvole che lo costringono a risalire verso l’alto, contro la gravità. Quando queste valvole non funzionano bene (sono “incontinenti”), il sangue refluisce verso il basso, ristagna e le vene si dilatano. Il varicocele compare tipicamente durante la pubertà e l’adolescenza, nel periodo in cui il testicolo cresce e aumenta l’afflusso di sangue. Nel 90% dei casi interessa il lato sinistro, e non è un caso: la vena testicolare sinistra è più lunga e sbocca ad angolo retto nella vena renale, un punto in cui la pressione è più alta, mentre quella destra si getta direttamente nella vena cava. Un varicocele che compare solo a destra, o che compare all’improvviso in età adulta, è più raro e merita un approfondimento specialistico per escludere altre cause.

I sintomi, quando ci sono

Nella maggior parte dei casi il varicocele non dà alcun sintomo e viene scoperto per caso, durante una visita sportiva, un controllo andrologico o gli esami per la fertilità. Quando presenti, i segni più comuni sono:

  • un senso di peso o un fastidio sordo allo scroto, che peggiora stando in piedi a lungo o a fine giornata e migliora da sdraiati;
  • vene visibili o palpabili sopra il testicolo, spesso descritte come “un sacchetto di vermi”;
  • asimmetria: il testicolo sinistro appare più basso o più piccolo del destro;
  • in alcuni casi, dolore che si accentua dopo sforzi o attività fisica.

Un dolore improvviso e intenso allo scroto non è tipico del varicocele e richiede una valutazione urgente per escludere altre condizioni, come la torsione testicolare.

I gradi del varicocele

In base a ciò che si rileva alla visita, il varicocele viene classificato in tre gradi:

  • Grado I: percepibile solo durante la manovra di Valsalva (cioè spingendo come per evacuare);
  • Grado II: palpabile anche a riposo, ma non visibile;
  • Grado III: visibile a occhio nudo attraverso la pelle dello scroto.

Esiste anche una forma “subclinica”, rilevabile solo con l’ecografia. Il grado non sempre corrisponde alla gravità dell’effetto sulla fertilità, ed è per questo che la decisione di trattare non si basa solo su quanto il varicocele sia evidente.

Varicocele e fertilità: cosa succede davvero

Il ristagno di sangue nelle vene dello scroto produce diversi effetti dannosi sul testicolo: aumenta la temperatura (il testicolo funziona bene solo se più fresco del resto del corpo), riduce l’apporto di ossigeno e favorisce lo stress ossidativo, che può danneggiare gli spermatozoi e il loro DNA. Il risultato, nei casi in cui il varicocele incide, è una riduzione della concentrazione, della motilità e della morfologia degli spermatozoi. Per questo il varicocele è considerato la causa correggibile più frequente di infertilità maschile. Va però precisato un punto importante: non tutti i varicoceli danneggiano la fertilità. Molti uomini hanno un varicocele e un seme perfettamente normale, e padri senza problemi. L’effetto è variabile e dipende da fattori individuali; ciò che si valuta è se, nel singolo caso, c’è un danno misurabile. Se stai cercando un figlio da tempo senza riuscirci, il varicocele è uno dei fattori da valutare nel quadro complessivo della subfertilità maschile, insieme agli altri esami della coppia.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi comprende più passaggi:

  • Visita andrologica con palpazione del funicolo spermatico, in piedi e con la manovra di Valsalva;
  • Ecocolordoppler scrotale: l’esame di riferimento, che conferma la presenza del reflusso venoso, ne misura l’entità, e valuta anche il volume dei testicoli;
  • Spermiogramma, fondamentale per capire se il varicocele sta incidendo sulla qualità del seme; in alcuni casi si aggiungono l’esame della frammentazione del DNA spermatico e i dosaggi ormonali.

Maggiori dettagli sull’inquadramento e sulle opzioni terapeutiche sono nella nostra pagina dedicata alla terapia per il varicocele.

Il varicocele nell’adolescente

Il varicocele esordisce nella maggior parte dei casi proprio in adolescenza, e qui la logica del trattamento è diversa. Un varicocele in un ragazzo non va operato “per prevenzione” solo perché esiste: nella maggior parte dei casi non ha conseguenze. Ciò che fa pensare all’intervento è la riduzione progressiva del volume del testicolo sinistro rispetto al destro (ipotrofia), documentata nel tempo con controlli ecografici, oppure un dolore persistente. Per questo il percorso tipico è il monitoraggio periodico, con misure del volume testicolare, e l’indicazione chirurgica solo se compare una differenza significativa. Una volta adulto, lo spermiogramma completa il quadro.

Quando trattare il varicocele (e quando no)

Il trattamento non è automatico. Le linee guida europee e americane concordano sulle situazioni in cui ha senso considerarlo:

  • Coppia che cerca un figlio: varicocele palpabile, spermiogramma alterato e nessun’altra causa evidente di infertilità nella partner (escluso il caso di azoospermia, cioè assenza totale di spermatozoi nel liquido seminale, in cui la valutazione è più complessa);
  • Dolore persistente attribuibile al varicocele che non risponde alle cure conservative;
  • Ipotrofia testicolare progressiva nell’adolescente;
  • in casi selezionati, frammentazione del DNA spermatico elevata o fallimenti ripetuti di procreazione assistita, dopo attento confronto con lo specialista, dato che le evidenze per questa indicazione sono ancora limitate.

Al contrario, un varicocele asintomatico con spermiogramma normale non richiede alcun trattamento: bastano controlli periodici, soprattutto se si pensa di avere figli in futuro. Operare un varicocele che non causa problemi non porta benefici e comporta rischi inutili.

Come si corregge: le opzioni a confronto

Varicocelectomia chirurgica

Consiste nella chiusura (legatura) delle vene dilatate che fanno refluire il sangue. Può essere eseguita con diverse tecniche (inguinale tradizionale, laparoscopica o subinguinale microchirurgica). La legatura microchirurgica per via subinguinale è quella che le linee guida indicano come più efficace: grazie al microscopio chirurgico permette di risparmiare arteria testicolare e vasi linfatici e di legare con precisione le vene responsabili, con i tassi più bassi di recidiva e di complicanze (in particolare l’idrocele, cioè l’accumulo di liquido attorno al testicolo) e le migliori percentuali di gravidanza spontanea. Si esegue in day surgery, spesso con anestesia locale o loco-regionale, e consente di tornare a casa il giorno stesso.

Embolizzazione percutanea

È un’alternativa radiologica senza incisione: attraverso una piccola puntura venosa, il radiologo interventista raggiunge la vena testicolare e la chiude dall’interno con spirali o sostanze sclerosanti. È meno invasiva, ma presenta in letteratura tassi di recidiva più alti rispetto alla microchirurgia, e per questo non è la prima scelta in tutti i casi; può essere indicata in situazioni selezionate, per esempio dopo una recidiva.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

Dopo la varicocelectomia microchirurgica il recupero è rapido: si riprende la vita normale in pochi giorni, con astensione da sforzi fisici intensi, sport e sollevamento di pesi per circa due-quattro settimane. Il dolore, quando presente, è in genere lieve e controllabile con comuni analgesici. I benefici sul seme non sono immediati, perché la produzione degli spermatozoi richiede circa tre mesi: lo spermiogramma di controllo si esegue a 3-6 mesi dall’intervento. In molti uomini compare un miglioramento di concentrazione e motilità; nelle coppie che cercano un figlio le probabilità di concepimento spontaneo, anche se non garantite, risultano maggiori rispetto alla sola osservazione. Il miglioramento non è però uguale per tutti, e per questo la scelta di operare va sempre basata su un’indicazione chiara.

Varicocele e vita sessuale

Un dubbio frequente riguarda la sessualità. Il varicocele non provoca direttamente disfunzione erettile né riduce il desiderio, e la sua correzione non ha effetti sulla capacità di erezione. Il disagio, quando presente, è piuttosto fisico (pesantezza) o psicologico, legato al timore per la fertilità.

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Domande frequenti

Il varicocele va sempre operato?

No: se è asintomatico e lo spermiogramma è normale, bastano controlli periodici. L’intervento è indicato in presenza di alterazioni del seme in una coppia che cerca un figlio, di dolore persistente o di ipotrofia testicolare progressiva nell’adolescente.

Il varicocele causa disfunzione erettile?

No, non direttamente. Non interferisce con i meccanismi dell’erezione.

Il varicocele può guarire da solo?

No: le vene dilatate non tornano da sole alla normalità. Per questo, quando c’è un’indicazione, la soluzione è la chiusura delle vene responsabili del reflusso.

Dopo l’intervento il varicocele può ripresentarsi?

Una recidiva è possibile con qualsiasi tecnica, ma con la microchirurgia subinguinale la percentuale è la più bassa tra le opzioni disponibili. In caso di recidiva esistono soluzioni, tra cui l’embolizzazione.

Dopo l’operazione resterò fertile?

L’intervento non compromette la fertilità: mira anzi a migliorarla. Con la tecnica microchirurgica si preservano arteria testicolare e vasi linfatici proprio per proteggere il testicolo.

Quanto tempo ci vuole per vedere un miglioramento del seme?

La formazione degli spermatozoi richiede circa tre mesi, per cui il controllo con spermiogramma si fa a 3-6 mesi dall’intervento.

Si può fare sport con il varicocele?

In genere sì, a meno che l’attività non provochi dolore o pesantezza marcata. Dopo l’intervento è necessario un periodo di riposo dagli sforzi intensi.

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Contenuto a scopo informativo, basato sulle linee guida e sulla letteratura disponibili al momento della pubblicazione: non sostituisce la valutazione medica specialistica.

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