Quando i disturbi della minzione persistono e i sintomi riferiti dal paziente, insieme a un semplice esame del flusso, non bastano a chiarirne l’origine, lo specialista può indicare un approfondimento diagnostico più accurato: l’esame urodinamico invasivo multicanale. Al Centro Internazionale Uro-Andrologico di Roma questo esame viene eseguito con il sistema SmartDyn Compact, un’apparecchiatura diagnostica che permette di studiare in tempo reale il comportamento della vescica, sia durante il riempimento sia durante lo svuotamento, con un livello di dettaglio che la sola valutazione clinica non può offrire.
Cos’è e a cosa serve l’esame urodinamico invasivo multicanale
Il sistema urodinamico invasivo multicanale SmartDyn Compact è dotato di sensori di pressione e di una pompa di riempimento, collegati a un computer e a un misuratore del flusso urinario. Attraverso sottili sonde inserite in vescica e, quando necessario, in sede rettale, registra in tempo reale l’attività vescicale durante entrambe le fasi del ciclo minzionale. I dati raccolti vengono elaborati da un software dedicato e restituiscono allo specialista un quadro dettagliato e oggettivo, indispensabile per orientare correttamente la diagnosi e il trattamento. In particolare, l’esame permette di:
- misurare la capacità della vescica e le pressioni al suo interno, sia nella fase di riempimento sia in quella di svuotamento, individuando eventuali valori fuori norma;
- individuare eventuali contrazioni involontarie del muscolo vescicale e perdite di urina, utili nella diagnosi di vescica iperattiva o incontinenza da urgenza;
- valutare la capacità del muscolo vescicale di contrarsi e di svuotare completamente la vescica, distinguendo una ridotta contrattilità vescicale da altre cause di svuotamento incompleto;
- rilevare la presenza di un’ostruzione al deflusso urinario, ad esempio di origine prostatica o legata a una stenosi uretrale;
- fornire un tracciato pressione/flusso completo, che integra i dati di più sonde e canali in un’unica registrazione sincronizzata.
Come si svolge l’esame
L’esame si esegue in ambulatorio e non richiede anestesia. Attraverso un piccolo catetere vengono posizionate le sonde di pressione in vescica e, se richiesto dallo specialista, anche in sede rettale, per distinguere la pressione vescicale vera e propria da quella addominale. La pompa di riempimento infonde progressivamente un liquido sterile in vescica, riproducendo la fase di riempimento fisiologico, mentre il sistema registra in tempo reale le variazioni di pressione.
Al raggiungimento dello stimolo, al paziente viene chiesto di urinare: il misuratore di flusso rileva così la fase di svuotamento, completando il quadro diagnostico con i dati della fase minzionale. L’intera procedura dura generalmente dai 30 ai 45 minuti.
Quando è indicato
L’esame urodinamico invasivo multicanale è indicato, su valutazione dello specialista, nei pazienti con:
- difficoltà a urinare o sensazione di svuotamento incompleto della vescica;
- incontinenza urinaria complessa o mista;
- disturbi della minzione persistenti dopo un intervento chirurgico urologico o ginecologico;
- problemi vescicali legati a patologie neurologiche, come sclerosi multipla, lesioni midollari o malattia di Parkinson;
- problemi vescicali legati a patologie neoplastiche del basso apparato urinario.
In questi casi i soli sintomi riferiti dal paziente, o un semplice esame del flusso urinario, non sono sufficienti a chiarire l’origine del disturbo, ed è necessario uno studio più approfondito della funzione vescicale.
Qual è il vantaggio rispetto alla semplice uroflussometria?
L’uroflussometria misura quanto e come scorre l’urina, ma un getto debole può dipendere sia da un ostacolo al deflusso — ad esempio di origine prostatica — sia da una vescica che si contrae poco. Osservando il solo flusso urinario, queste due condizioni possono apparire simili, pur richiedendo trattamenti molto diversi tra loro.
L’esame urodinamico multicanale, misurando contemporaneamente pressione e flusso, aiuta a distinguere con precisione queste condizioni e quindi a orientare il trattamento più appropriato per ciascun paziente.
«Un approfondimento che aiuta a comprendere le cause dei disturbi urinari e a orientare una cura più mirata.»
Cosa è importante sapere
Si tratta di un esame più approfondito, riservato ai pazienti che ne hanno una reale necessità clinica: non sostituisce l’uroflussometria semplice in tutti i casi, ma la completa quando i sintomi richiedono un livello di indagine superiore. Poiché prevede l’utilizzo di sottili sonde, viene proposto solo su indicazione dello specialista, dopo una prima valutazione clinica e strumentale del paziente.
Domande frequenti
L’esame urodinamico completo multicanale è doloroso?
Non richiede anestesia e viene generalmente ben tollerato; è normale avvertire una sensazione di fastidio o di stimolo durante il posizionamento delle sonde e la fase di riempimento, che si risolve al termine dell’esame.
Quanto dura l’esame e servono precauzioni particolari dopo?
La procedura dura in genere dai 30 ai 45 minuti. Non richiede un periodo di recupero: al termine il paziente può tornare alle normali attività quotidiane.
È necessaria una preparazione specifica?
Le indicazioni pratiche (ad esempio riguardo all’assunzione di liquidi o a eventuali esami preliminari) vengono fornite dallo specialista al momento della prenotazione, in base al singolo caso clinico.
In cosa si differenzia dalla semplice uroflussometria?
L’uroflussometria misura solo il flusso urinario; l’esame urodinamico multicanale misura contemporaneamente pressione vescicale e flusso, permettendo di distinguere con precisione un’ostruzione al deflusso da una ridotta contrattilità della vescica.
Prenota una valutazione specialistica
Se soffri di disturbi della minzione persistenti o hai ricevuto indicazione a un approfondimento diagnostico, richiedi una prima valutazione con l’équipe del CIU per capire se l’esame urodinamico invasivo multicanale è indicato nel tuo caso.
Contenuto a scopo informativo: non sostituisce la valutazione medica specialistica.
